martedì 22 aprile 2008

Umiltà

Negli ultimi giorni ho ricevuto molti complimenti per il nostro blog da parte di nuovi adepti ma non li merito. Come scrittrice non valgo certo più della pallida carta su cui scrivo, non più della rozza matita che tengo in mano e certo assai meno degli umili tratti figli della loro unione. Andando oltre non si è mai udito di un poeta che valesse più della propria opera, tanto è vero che esso è giudicato dalla bontà di quest'ultima. E d'altro canto un'opera altro non è che la rappresentazione, a volte la celebrazione, della realtà, sia essa sentimentale o tangibile, e quindi per sua stessa natura inferiore. Quindi due volte inferiore, inferiore all'opera e inferiore alla realtà; altro non sono che umile tramite della grande realtà che è Mauri. Gli antichi lo avrebbero chiamato Musa, io la chiamo ispirazione, ma comunque la si chiami è la realtà che ispira a dover essere elogiata, non colui che la coglie.